Come scegliere un buon ristorante

Se volete sapere come scegliere un buon ristorante questa potrebbe essere la guida che farà al caso vostro. Quella del ristorante può sembrare una scelta banale e non dettata da precise motivazioni. Forse, in passato lo è stato ma oggi non è più così. La concorrenza è molta e la gente pretende sempre il massimo. In più, oggi c’è Internet che permette in pochi secondi di trovare i ristoranti della propria città e di leggere le recensioni degli utenti che ci sono stati almeno una volta. Andremo, ora, a scoprire quali sono i criteri da utilizzare per distinguere un buon ristorante da uno che non lo è, senza dimenticare che non esistono dei parametri validi allo stesso modo per tutti e che, dunque, ogni giudizio potrebbe essere influenzato da una miriade di fattori soggettivi, cioè che cambiano da un individuo ad un altro.

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L’ambiente

Un ristorante deve, innanzitutto, essere accogliente. Soprattutto quando una persona vi entra per la prima volta, è importante non sentirsi a disagio ma entrare subito in sintonia con l’ambiente. Questo non vuol dire che siano accoglienti solo i ristoranti molto grandi, con ampi spazi. Se ben arredato, anche un piccolo ristorante potrebbe offrire un ambiente ospitale e ben accogliente. La questione dello spazio, comunque, riveste una certa importanza. I tavoli andrebbero posti non troppo vicini l’uno dall’altro. Ciò diventa rilevante per due motivi: il primo prevalentemente di ordine logistico. Infatti, se c’è poco spazio tra un tavolo e l’altro diventa difficile muoversi non soltanto per i clienti ma anche per il personale del ristorante. Il secondo motivo ha a che fare, se vogliamo, con la privacy dei clienti. Sebbene il ristorante sia un luogo pubblico, un minimo di distanza tra un tavolo e l’altro è necessario per creare la giusta distanza che deve esserci tra persone che non si conoscono e che vogliono godersi la giornata o la serata in compagnia dei propri parenti o amici.

La qualità del cibo

Premesso che anche sul cibo non tutti potrebbero essere d’accordo, è chiaro che la qualità degli alimenti e dei prodotti cucinati riveste un’importanza cruciale nella scelta di un ristorante. In realtà, spesso è necessario assaggiare i piatti della casa prima di poter giudicare il ristorante dal punto di vista culinario. Se, però, siete dei buongustai e se assaggerete delle pietanze che mangiate spesso anche a casa vostra potreste subito rendervi conto della qualità del piatto che vi è stato preparato e, soprattutto, del modo in cui è stato cucinato.

Il prezzo

Il discorso del prezzo è qualcosa di molto delicato. Trovare il giusto rapporto qualità/prezzo in un ristorante non è mai semplice. Torniamo sempre al discorso di prima, ovvero ad una questione che, inevitabilmente, si scontra con i gusti degli individui e, in questo caso, anche con le loro opportunità dal punto di vista economico. Da questo punto di vista, il consiglio è di scegliere un ristorante in linea con la cifra che volete spendere. Cercate di acquisire in anticipo informazioni sui prezzi che propone il ristorante, così da non andare incontro a sgradite sorprese. Ricordatevi che sui prezzi proposti da un ristorante incidono tanti fattori. Oltre alla qualità degli ingredienti, vanno considerati anche aspetti come la città, la location, l’ambiente, la qualità del servizio e tante altre cose.

Le posate e le tovaglie

Una delle prime cose che i clienti guardano in un ristorante è il modo in cui viene preparato il tavolo. Le donne, in particolar modo, ripongono molta attenzione in tutto ciò che ha a che fare con la pulizia. Il personale, inoltre, deve rispettare le regole in uso in merito alla posizione delle posate. Insomma, il cliente potrebbe dare molta importanza a questi aspetti che, ad una prima analisi, potrebbero sembrare marginali ma che, in realtà, potrebbero fare la differenza.

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Il menù

Il menù non deve essere semplicemente l’elenco dei piatti e dei prezzi proposti dal ristorante. Deve rappresentare il momento in cui il cliente comincia ad entrare in sintonia con il ristorante. Ogni piatto, soprattutto quelli più particolari, deve contenere con esattezza e precisione i vari ingredienti contenuti all’interno. E’ vero che, eventualmente, c’è la possibilità di chiedere informazioni al personale addetto alla sala ma è sempre meglio essere precisi il più possibile nel menù. Ovviamente, è necessario creare ordine tra i vari tipi di piatti. Per intenderci, l’elenco dei primi piatti va inserito in una pagina diversa rispetto a quella dei secondi o delle bevande. Se nel vostro menù riuscirete a inserire anche le immagini relative ai prodotti da voi offerti allora potrebbe essere più facile catturare l’attenzione dei clienti.

Le recensioni e il passaparola

Se un ristorante vi viene consigliato da una persona di fiducia allora sono maggiori le chance che quel locale possa piacervi. Oggigiorno, però, ci sono anche altri modi per riconoscere sin da subito un buon ristorante. Innanzitutto, diciamo che un ristorante dotato di un sito web parte già con qualche punto a favore. Nel caso in cui dovesse mancare il sito, potrebbe andare bene anche una pagina su Facebook o su qualche altro social network. Insomma, il ristorante deve essere visibile e gli utenti devono poterlo facilmente rintracciare. Da questo punto di vista, assumono una certa importanza anche le recensioni rilasciate dagli utenti nei portali specializzati. Se la media voti degli utenti è molto alta allora potrebbe essere il segnale che quel ristorante potrebbe fare al caso vostro. Non fatevi ingannare, però, soltanto dai voti. Leggete con attenzione i commenti, soprattutto quelli più lunghi i quali dovrebbero essere anche quelli più attendibili.

I migliori ristoranti d’Europa

Quando si parla di mangiare, si sa che ognuno ha i suoi gusti. C’è chi preferisce la cucina tradizionale, chi quella etnica, chi la semplice pizza e chi mangia solo determinate pietanze per scelta o per motivi di salute. Tuttavia, quando si parla di scegliere quale siano i migliori ristoranti in cui mangiare, la selezione viene fatta su canoni più oggettivi e, soprattutto, viene fatta da esperti della cucina, che sanno distinguere gusti, profumi, modalità di cottura e molti altri dettagli che la maggior parte delle persone non immagina neanche.
Così, gli esperti in gastronomia ogni anno stilano una serie di classifiche, sui migliori ristoranti d’Europa, d’America, del mondo o di singole nazioni. Classifiche che per molti rimarranno solo una curiosità, ma che in molti casi, invece, assicurano la possibilità di godere, magari durante un viaggio di lavoro o di piacere, delle cucine migliori del mondo.

Per quanto riguarda l’Europa, la classifica del 2016 ancora non è disponibile, per cui quando si parla dei migliori ristoranti del Vecchio Continente ci si riferisce, per ora, alla graduatoria del 2015, e in particolare alla classifica stilata dall’OAD (Opinionated About Dining), progetto di livello mondiale che realizza la propria graduatoria seguendo le opinioni degli utenti esperti ed appassionati di gastronomia.
La classifica 2015 vede in prima posizione il ristorante spagnolo Azurmendi. Sito a pochi chilometri da Bilbao, questo ristorante si trova in piena campagna, e proprio in questa campagna vengono coltivati i prodotti utilizzati nella maggior parte dei casi dallo chef Eneko Atxa.

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Francesi i due ristoranti che si classificano alla seconda e terza posizione (rispettivamente Troisgros, ad un’ora da Lione e L’Arpège, a Parigi, che offre cucina minimalista in cui gli elementi principali sono le verdure).
E tra le prime dieci posizioni si trovano anche altri ristoranti spagnoli, come il Quique Dacosta Restaurante, che offre una cucina moderna a base di pesce, il Diverxo che fonde gusti spagnoli ed asiatici e l’Extebarri, in cui la griglia è la regina della cucina.
Sempre tra i primi posti è il ristorante belga In de Wulf, in cui il giovane e famoso chef Kobe Desramaults offre piatti tipici delle Fiandre, con sapori ed aromi che si impongono con decisione, nonostante siano poco noti al grande pubblico.

Ma tra i migliori ristoranti europei figurano anche diverse realtà italiane. Tra le prime dieci posizioni vi è Le Calendre, ristorante in provincia di Padova il cui chef, Massimiliano Alajmo, offre piatti tradizionali aggiornati con idee moderne ed internazionali.
Alla quindicesima posizione vi è invece il ristorante Dal Pescatore (a Canneto sull’Oglio, in provincia di Mantova), una cucina classica e tradizionale con ricette che si trasmettono da almeno due generazioni. Diciassettesima, invece, l’Osteria Francescana (a Modena), un ristorante moderno che unisce tradizione a innovazione.

Per conoscere la classifica completa dei migliori ristoranti d’Europa si può visionare il sito dell’OAD, all’indirizzo http://www.opinionatedaboutdining.com/2015/europe.html

Proprietà intellettuale in cucina

Gualtiero MarchesiQuello della proprietà intellettuale è un tema caldo, anche in cucina. Gualtiero Marchesi vorrebbe una sorta di diritto d’autore anche per gli chef.

Anche una pietanza è un’opera dell’ingegno, in alcuni casi una vera e propria opera d’arte e come tale andrebbe tutelata da tentativi di imitazione o veri e propri furti.

Gli ingredienti, la ricetta, la presentazione, così come anche gusto e aromi delle pietanze dovrebbero essere soggetti a tutela, con un vero e proprio “copyright”. Ne è fermamente convinto Gualtiero Marchesi, che lo scorso 13 novembre 2015 è stato protagonista alla Triennale di Milano di un insolito “processo simulato”, insieme a Guido Rossi, suo ex collaboratore.

L’oggetto del contendere era il noto Riso Oro e Zafferano, trasformato in caso studio sulla tutela del diritto d’autore in cucina.

Il processo ha chiamato a raccolta giornalisti, blogger, avvocati e vari professionisti del gusto. Come consulente tecnico d’ufficio è intervenuta la dott.ssa Cinzia Simonelli, del Centro Ricerche dell’Ente Risi Italiano.

La questione infatti è questa, alcuni hanno copiato il noto piatto dello chef, usando però il riso basmati, che nel corso del dibattimento s’è dimostrato essere del tutto inadeguato. Non solo si parla di copia quindi, ma di brutta copia.

La Corte, alla fine, ha dichiarato la validità della registrazione del piatto come marchio di forma e come disegno registrato. Il risotto di Marchesi è quindi tutelabile ai sensi dell’art. 2 n. 10 della Legge sul diritto d’autore, in quanto dotato di valore artistico.

La Corte ha inoltre giudicato Guido Rossi responsabile di contraffazione e di violazione del diritto d’autore, oltre che di concorrenza sleale. Sebbene si tratti di un processo simulato, c’è chi già scommette che questa sentenza farà storia.

Ad ogni modo è importante ed urgente iniziare a riconoscere le creazioni gastronomiche (di un certo livello), come soggette a proprietà intellettuale e quindi tutelabili.